La Coppia: La Noia

la coppia

Uno dei pregiudizi più diffusi in merito al pianeta coppia è che dopo un certo lasso di tempo subentra la “famosa” noia. Questi contenuti riguardano ovviamente sia le coppie etero, che gay, in alcuni casi come nella più moderna letteratura, anche le coppie di amanti nel senso di clandestine per vari motivi. In realtà basta ragionare per capire che, se non si tratta di una relazione di sola facciata, certo come tante, ma vera, continuerà all’insegna di sentimenti d’amore e rispetto crescenti. Tra uomo e donna sussistono comunque due modi molto diversi di vedere e sperimentare le medesime situazioni. La donna si spende molto in genere per i figli e per la casa trascurandosi e non venendo apprezzata fino in fondo, l’uomo lavora principalmente fuori casa illudendosi magari quando le cose non vanno bene, tipo una stasi tra i due partners stessi, cercando piccole fughe come se possano aiutare a ripristinare l’omeostasi. Qualcuno pensa addirittura e progetta di fare un figlio per migliorare le cose. Queste affermazioni sono sicuramente pregiudizievoli, qui si vuole però solo fare un quadro antropologico, se vogliamo, della situazione culturale e sociale italiana attuale. In realtà se poi si va da uno specialista è certo che ogni coppia è diversa dalle altre e ha fatto il suo percorso!

Un altro ingrediente da mettere sulla creazione di una noia nella coppia sia essa etero o omosessuale è la grande facilità di stimoli che ci circonda ma soprattutto la grande quantità di stress che alcune tipologie di stili di vita fanno inevitabilmente venire. Qualora non si parla di coppia ma di famiglia invece le cose cambiano.

Occorre dunque un cambio di mentalità a 360 gradi per costruire in maniera positiva tra due persone che si trovano in una stasi affettiva o sessuale. L’amore autentico dopo un primo “periodo di collaudo” non è cambiare l’altro o dominarlo, ma lasciarlo libero di esprimersi rispettando però regole precise, affidabili, implicite o esplicite che siano, ma immutabili. Insomma certezze, come si riscontra in un linguaggio più comune.  Solo se la coppia ha gettato delle basi comuni di intenti e rispetto si potrà ricostruire. Ossia la coppia deve essere riuscita a crescere e creare una retroazione positiva di auto mutuo aiuto. La coppia va in crisi solo quando i problemi si sottovalutano e non si sanno affrontare su un piano di dialogo. La soglia del rispetto e dell’onestà mentale non andrebbe mai superata. Se si sbaglia bisognerebbe ripagare e non ripetere lo stesso errore all’infinito. Non serve farsi venire sensi di colpa o attribuire all’altro le responsabilità. Esse in una relazione riguardano entrambi.

Se da soli tutto questo non si riesce a mantenere e creare su un piano relazionale e si scappa dalle responsabilità, anche economiche, ci si può avvalere di un consulente di coppia. Innanzitutto diventa un arbitro neutrale, aiuta a comunicare e a creare uno spazio per comunicare. Propone degli obiettivi alla coppia e monitorizza l’andamento senza ad esempio scivolare in un eterno conflitto, sottoponendo a liti estenuanti i figli.

Le passioni tristi di rabbia, malumore, insoddisfazione fanno male anche ai componenti della coppia stessa. Inoltre un terapeuta qualificato può aiutare ad individuare eventuali psicopatologie in uno dei due membri o addirittura nei rapporti con le famiglie di origine che spesso sono la causa di attrito. Quindi tra due persone che si amano veramente e non solo nella facciata, la noia è un campanello d’allarme positivo, di cui essere consapevoli. Sta a rappresentare il fatto che bisogna chiarirsi su alcune cose, il rischio altrimenti è una probabile separazione o uno stile di vita infelice.

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LE DUE VERITA’

coppia

I benefici di effettuare una terapia di coppia tra due individui con caratteri incompatibili o differenti, che si trovano ad affrontare un momento di crisi sono comprovati?

Pare che da alcuni studi effettuati presso la H.P. American University emerge che molti, durante il percorso, prendono consapevolezza che ci sono due “verità”, cioè due modi di vedere i fatti all’interno della coppia.

 Si apprende dunque che non esiste un unico punto di vista ma che sarebbe meglio “mediare” tra due storie di vita differenti.

S’impara finalmente che vanno rispettati due caratteri diversi e così via.

 Questo renderà il menage quotidiano più sereno o più elastico o più coerente rispetto all’esistenza di un Noi.

 In conclusione imparare e praticare l’ascolto reciproco aiuta a non rimanere in conflitto.

CONTENUTI DELLA TERAPIA DI COPPIA

La psicoterapia di coppia è nata circa cinquanta anni fa.

Si vuole intendere che si rivolgono ad un singolo terapeuta una coppia di individui e non il singolo soggetto. Ci sono varie scuole teoriche dietro i diversi trattamenti e percorsi di varia durata ma non sicuramente illimitata nel tempo. Quasi tutti però prevedono incontri quindicinali di circa un’ora e mezzo intercalati da incontri individuali. In genere c’è un momento di preparazione soprattutto all’equidistanza col terapeuta. Cioè lo psicologo non si allea con l’uno piuttosto che con l’altro.

MOTIVI DELLA TERAPIA DI COPPIA

Spesso le coppie rimangono insieme perché temono di non poter sopravvivere separatamente. L’altro aspetto è la difficoltà o nello stare insieme o nel separarsi senza litigi, incomprensioni, problemi eventuali che si possono riflettere sulla coppia stessa o sui figli.

OBIETTIVI DELLA TERAPIA DI COPPIA

Nel corso del processo di separazione si mascherano e dominano queste paure portando la coppia a sviluppare reciprocamente rabbia e aggressività. Ciò porta la separazione a essere incompleta o difficile, talvolta impossibile. Spesso le coppie per esempio rimangono insieme perché temono di non poter sopravvivere separatamente. Tali paure dunque spingono a comportamenti simili a ricatti morali, sfide, non idonei in generale.  La terapia di coppia può essere un valido ausilio a trovare il coraggio di prendere decisioni sia nello stare insieme meglio che nel separarsi ma limitando la conflittualità che si viene a creare il più delle volte. Può aiutare assolutamente poi a stare meglio insieme di fronte ad una stasi affettiva nella coppia stessa e nella sua vita sessuale.

Disfunzioni sessuali

 Impotenza maschile e tecniche ipnotiche

Le disfunzioni sessuali sono un problema sessuale

Eiaculazione precoce e tecniche di rilassamento guidato

Secondo il Manuale Diagnostico dei disturbi psichiatrici l’eiaculazione anticipata viene definita come persistente o ricorrente eiaculazione  a seguito di una  minima stimolazione sessuale durante o dopo la penetrazione.

Ai fini della diagnosi lo psicologo dovrà escludere dagli esami  medici eventuali malattie organiche o fisiologiche riscontrate.  Bisogna tener presente  anche e quindi escludere dalla diagnosi se è una  novità la partner, l’età del soggetto, la situazione,  la frequenza dell’attività sessuale stessa e anche l’assunzione di sostanze psicoattive.

L’attività sessuale prevede la perdita della ragione durante l’atto e anche prima ma se la persona non riesce mai a perdere il controllo della ragione, resterà  sempre attento ad osservarsi.

Ci sono quindi delle possibilità da sperimentare in psicoterapia di rilassamento e metodi per curare i disturbi sessuali, le disfunzioni sessuali quali l’eiaculazione precoce, quando sono legate ad una ansia cronica.

Innanzitutto il terapeuta ti porterà alla consapevolezza che l’ansia è solo un emozione come le altre, diciamo che l’eccesso della ansia soprattutto se diventa cronica può creare vari comportamenti disadattativi dalla depressione al panico al calo del desiderio insonnia e cosi via.

Dunque primo il 1° step sarà prendere CONSAPEVOLEZZA della quantità d ansia che prevale con emozioni negative nelle nostre giornate e cercare di individuare anche il loop psicopatologico di rabbia tristezza sfiducia in se stessi e chiusura

2 individuare quali comportamenti negativi e autodistruttivi si mettono in atto spinti dalla paura irrazionale e cercare di modificarli SOLO gradualmente.

Scovare come un archeologo insieme alla persona le CONVINZIONI negative che ci portiamo dietro magari da generazioni, quello che comunemente  chiama in senso comune il Karma

4 Nella prima fase del processo di guarigione farsi seguire da uno psicoterapeuta esperto almeno  farsi aiutare se non si è capaci di affrontare da soli o gestire quello che ormai .

Infine e non  da ultimo ha la sua importanza cambiare lo stile di vita  durante il giorno inserire delle attività sane dall’alimentazione consapevole al riposo alla meditazione che sono uno stile di vita che contrasta  questo ansia

In conclusione l’ipnosi regressive cioè cosa è una esperienza clinica che aiuta in tempi ragionevolmente brevi a superare molti blocchi emozionali dalla balbuzie alle dipendenze patologiche .

Con l’ipnosi si aiuta la persona a recuperare ricordi o traumi spiacevoli che inconsciamente potrebbe assicurare a situazioni di vita affettiva e sessuali e portarli a galla per affrontarli in contesto protetto.

Infine con la meditazione e il rilassamento l’individuo può riportare autonomamente in ambiente anche domestico i benefici  e recuperare un benessere psicofisico quella armonia che e alla base di giusti comportamenti

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*Disfunzioni sessuali

 Impotenza maschile e tecniche ipnotiche

 Impotenza maschile e tecniche ipnotiche

Impotenza maschile e tecniche ipnotiche di induzione del rilassamento.

Introduzione alla meditazione guidata.

 

E’ possibile esercitare un controllo sulle emozioni e sulla mente?

Qui non si vuole fornire la ricetta magica per risolvere i problemi psicosessuali, ma si vuole proporre una prassi che funzioni accendendo una “dinamo” positiva al posto del solito  governo di idee e convinzioni negative. Per acquisire una nuova modalità di pensiero e di emozione occorre talvolta l’aiuto di uno psicologo, di uno psicoterapeuta laddove la persona riferisce di averle già provate tutte e non crede più nella sua possibilità di guarire. La cosa più importante da sottolineare però è che occorre  soprattutto la volontà e la costanza di quell’uomo nell’adesione di un percorso di crescita personale. Nessun rimedio neanche se miracoloso potrà mai avere un risultato se l’individuo non è predisposto a voler guarire o cambiare, questo è un principio universale anche nelle religioni e nella medicina orientale.

Iniziamo con un po’ di lessico. Secondo il Manuale dei Disturbi Psichiatrici, DSM, più accreditato del mondo cos’è l’impotenza:

è un  disturbo maschile dell’erezione che si manifesta con una persistente, ricorrente, o parziale impossibilità di raggiungere o mantenere l’erezione fino al completamento dell’attività sessuale. Ai fini della diagnosi il clinico però deve escludere dagli accertamenti medici previ effettuati dall’uomo, le cause di natura organica! Esclusivamente se i motivi riportati e dimostrati sono nella sfera psicosessuale, relazionale o affettiva bisogna ci può essere una presa in carico e infine ulteriormente valutare ed escludere i seguenti parametri:

un eventuale cambio di partner, situazioni di vita stressanti, uso di droghe, incidenti occasionali, una scarsa frequenza dell’attività sessuale stessa.

Allora solo giunti  a questo stadio andiamo a  vedere come si può impostare la delicata tematica affrontata:

a quale uomo non è mai capitato di avere dei pensieri negativi, debilitanti o addirittura bloccanti?

Esistono delle strategie per eliminarli? Rivolgendosi ad uno psicologo, psicoterapeuta come dicevamo, alle condizioni suddette, che effettua anche la pratiche di ipnosi e o di meditazione guidata si ottengono dei risultati buoni in un tempo sufficientemente ragionevole. Il professionista guida la persona a ricostruire la sua storia raccogliendone l’anamnesi, effettua una diagnosi avvalendosi di un paio di colloqui conoscitivi e calibra sul paziente stesso il trattamento. Un tipo di esercizio è lo start ad una  riflessione non “stressata” e alla correzione delle emozioni sbagliate che sottendono il disturbo ad esempio la paura di bloccarsi che genera ulteriore paura di bloccarsi, convinzione di non poter avere relazioni appaganti, sino all’ evitamento dei contatti sociali. Tale loop se diventa cronico è  la causa del problema;  non è la psicopatologia ad indurre ansia ma è l’ansia ad indurre la auto generazione del circolo vizioso.

Al seguito di questa prima doverosa fase di diagnosi e di cura proposta, lo specialista può predisporre le basi e l’avanzamento delle tecniche di meditazione e  rilassamento più idonee. Ciò  fa si che, dapprima presso lo studio, poi in un ambiente più domestico o qualsivoglia,  si avvia il paziente all’uso di strategie  efficienti di gestione delle emozioni negative sicuramente con un associato cambiamento nello stile di vita all’insegna del benessere psicofisico. Ogni persona è diversa quindi non si possono indicare trattamenti universali. L’acquisizione di strategie pratiche e di riconquista del governo del nostro IO è fondamentale in tutti quei casi in cui è la sfera inconscia, irrazionale a prendere il sopravvento. L’ipnosi guidata serve proprio a questo scopo ed è semplice relativamente da far imparare . Bisogna acquisire la consapevolezza e liberarsi da sentimenti di controllo, inibizione per mandare in tilt il partner a livello inconscio. Successivamente avverrà un proseguimento di questa tecnica di rilassamento e meditazione guidata quando è stata acquisita in autonomia con un follow up successivo se richiesto.

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* Impotenza maschile e tecniche ipnotiche

Narcisismo e tradimento

narcisismo e tradimento

Narcisismo e tradimento

Chi è il narcisista? Se ne parla molto in psicopatologia clinica in quanto è un soggetto portato al tradimento, non in senso solo sessuale ma anche di fiducia, rispetto, incoerenza nella coppia. Molte donne o uomini in terapia lo riportano come un serio problema che gli affligge nella coppia. Il narcisista stimola nella vittima una sentimento di dipendenza affettiva, dissonanza cognitiva e scarsa autostima. La ferita narcisistica non perdona, parte da un chiodo rovente nell’identità e talvolta erotizzato non ne vuol sapere, tutto è dovuto, io sono più grande; grandiosità e infinita paura del giudizio. Tutto è un attacco. E’ falso. Non è vero, nulla è dovuto, non sei più  grande e  lo spirito celestiale ambito non lo trovi in natura. Se il narcisista chiede scusa te le deve far pagare perché questo vuol dire per lui la perdita dell’identità, morte. Una rabbia cosi estesa è archetipica non la cambi ( da Mauro Scardovelli) .

 Secondo il manuale dei disturbi psichiatrici DSM-V,  il disturbo narcisistico di personalità (spesso sottovalutato in psicoterapia e non facilmente trattabile, solo in terapia di gruppo affidando compiti grandiosi), è un disturbo caratterizzato da un senso appunto di grandiosità pervasiva e da altri parametri che andiamo ad elencare.

Le caratteristiche principali riportate sono l’assoluta mancanza di empatia nella coppia, per cui il narcisista uomo o donna che sia, non riesce a soddisfare, né a capire le richieste affettive del partner avendone un vissuto quasi di obbligo, inidoneo, di ubbidienza. Spesso lamentano di sentirsi in gabbia proprio perché sperimentano l’impotenza per l’eccessiva paura del giudizio che per loro è ATTACCO. Al meglio le minimizza o ridicolizza. Anche un genitore può voler schiacciare il figlio e umiliarlo così da non compromettere l’immagine di se stesso già in realtà distrutta sin da bambino. Un’altra caratteristica importante che smaschera il narcisista come persona”disturbata”, in quanto è un soggetto che tende a mascherare appunto le sue vere emozioni, è una rabbia eccessiva verso qualunque minima critica, al punto da finire col vivere i rapporti interpersonali solo per un suo utilitarismo, facendoli naufragare velocemente. Una rabbia dicevamo e un disprezzo verso tutti. Invece il narcisista agisce forti critiche sugli altri. L’etica millantata nella fase del corteggiamento è inesistente nelle fasi successive. Addirittura può proporre il matrimonio ma non lo farà mai o solo per facciata. L’atto sessuale è di tipo seduttorio, cioè non è seduttivo :  il narcisista cerca nell’altro l’approvvigionamento e il compiacimento di se stesso, con un bisogno di nuovi stimoli crescente; non vuole valorizzare la compagna/o.

Per questo si parla di preda madre o prescelta. In genere a tutti sembra che sia una gradevole persona  proprio perche’ negli anni è un individuo che ha vissuto e  sperimentato strategie basate sull’apparire, prese da altre esperienze o persone e ricopiate falsamente per ottenere solo l’apprezzamento sociale.  Un narcisista covert tenderà a parlare in terza persona, non esprimerà mai pensieri diretti sull’argomento proposto, eviterà soprattutto il dialogo.

Non è facile sin da subito individuare un disturbo così, per fortuna soffre di questa psicopatologia solo l’8% della popolazione.

Ci sono degli aspetti pratici a cui si potrebbe prestare attenzione per individuarne un paziente di questo tipo clinicamente ad esempio  una persona evitante, presa da se stessa allo stremo, sin dall’uso dei social : per esempio non compare mai in primo piano ma sempre dietro le quinte, con diverse mail, account, social e poi insieme ad  altri nominativi e cosi via. Si compiace di futilità varie e insegue obiettivi grandiosi ovviamente invano sentendosi di gran lunga superiore a tutti.

Quando i progetti riguardano se stessi egoisticamente e sono idealizzati può subentrare il rischio di rovinare quelle  reali situazione di vita che capitano.

Tende inoltre il covert alle bugie BIANCHE, anche minime avendo sempre una logica giustificazione. Insomma non è altruista, non si assume mai responsabilità, è sempre vago. Se ti da tanto inizialmente in un rapporto è solo perché vuole qualcosa in cambio, crede che tutto gli sia dovuto. Se non ottiene quello che pretende di imporre, tende a scartare la VITTIMA.

Ha  una facciata  B a fronte della facciata A. Ecco perché il narcisista tradisce non necessariamente a livello sessuale ma anche  nella fiducia, nell’impegno che non si assumerà mai.

Le fasi di una relazione col narcisista sono tre : 1)  il love bombing in cui fa corteggiamenti estremi con  propositi estremi e sembra autentico, si mostra pieno di principi etici e dice di volersi assumere grandi impegni. Fa credere alla vittima di apprezzarla, venerarla come una dea ma ben presto si scoprirà che era tutta una recita per conquistarla. Una volta sicuro della conquista scatta la fase 2. Stante la noia che ne segue della conquista iniziano una serie di pesanti critiche e svalutazioni laddove prima c’erano attenzioni e apprezzamenti, proprio per disimpegnarsi e mettersi a fare altro di più divertente. Questo modo di agire in se e per se non è patologico ma il guaio è che il narcisista addossa alla preda le meritate cause di tanto sdegno. Si convince di ciò che gli conviene, psicologicamente non ragione con il cuore ma solo con l’Ego. Ciò demolisce l’autostima della povera  preda, che va in uno stato di confusione cognitiva, un attimo cioè ti ama e un attimo dopo ti attribuisce colpe sul nulla. In questa seconda fase dunque scatta prevalentemente il tradimento cioè la ricerca di stimoli divertenti, nuovi come suddetto. Il tradimento viene pianificato anche precedentemente, ma nascosto. Viene minata l’autostima del partner con un raffinato gioco di manipolazioni e violenze verbali per coprire le proprie mancanze. Talvolta si può arrivare a un vero e proprio maltrattamento. Insomma la migliore difesa è l’attacco!

In genere una persona normalmente empatica che si accorge dell’accaduto dovrebbe provare a chiudere il rapporto non a chiedere spiegazioni inutilmente! La strategia del narcisista  è proprio quella di provocare liti con piccoli fastidiosi inneschi per giungere alla terza ed ultima fase:  lo scarto.

Nello scarto tutto quello che gli avevi confessato te lo userà contro per umiliarti. Dunque l’unica vittoria e non partecipare al gioco perverso o TOSSICO.

Nello scarto, il narcisista agisce comportamenti PUNITIVI o di cucù. Cioè addossa alla vittima le cause dello scarto, facendola sentire addirittura indegna, matta, petulante, magari la cancella dai social non la porta più con se, la tradisce come dicevamo anche con impegni di lavoro o interessi laddove prima si era fatto vedere preso e amante  della sua compagnia.

Nella terza fase appaiono anche i cucù, ossia comparizioni occasionali per far credere un interesse alla poveretta o poveretto, esercitando una pressione psicologica atta solo a svilirla ancora di più, per poi scartala nuovamente, facendole credere un interesse, proprio e solo per vigliaccheria.

Il tradimento e lo scarto talvolta possono essere presenti anche nella fase iniziale di corteggiamento, in quanto per il narcisista le persone sono solo oggetti o addirittura parti di oggetti per raggiungere una finalità. Le persone infatti sono scelte accuratamente perché devono rispondere alle caratteristiche precise per queste sue finalità manipolatorie.

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Terapia di coppia lesbiche e omosessuali, LGBT

Terapia di coppia lesbiche e omosessuali 

lesbiche e omosessuali 

Premesso che sino agli inizi del’900 è stato prevalente il paradigma di identificazione dell’omosessualità con una patologia psichiatrica: sulla base di tale modello, le persone omosessuali venivano considerate degli “invertiti”. Per lungo tempo, l’atteggiamento socio-culturale eterosessista e la conseguente discriminazione nei confronti delle persone omosessuali hanno contribuito a radicalizzare le convinzioni di medici e psichiatri. In seguito ai mutati scenari socio-culturali, ricerche realizzate negli Stati Uniti intorno agli anni ’80 circa. (tra le prime troviamo: Kinsey et al., 1948; Kinsey et al., 1953; Hooker, 1957), hanno contributo ad apportare un’iniziale modifica a tali convinzioni: l’omosessualità ha cominciato ad essere interpretata come una realtà molto più complessa di quanto prima si fosse immaginato.

Nel 1987 il DSM abolisce la diagnosi di patologia psichiatrica. Tuttavia negli anni ’70 ci sono state tante manifestazioni sociali di violenze verbali, fisiche e morali nei confronti del diverso.

Uno specialista ovviamente rispetto ad un professionista di base, che ha una semplice infarinatura iniziale sull’argomento e sugli atteggiamenti sociali in genere, sulla differente identificazione sessuale; è sempre consigliabile. Non si deve infatti generalizzare nel trattamento dei problemi di coppia relazionali e sessuali, in quanto ogni individuo ha la sua storia di vita, ha creato la sua personalità con le sue strategie di coping. Dunque uno psicoterapeuta della coppia e in particolare della coppia gay potrà integrare le delicate differenze nella coppia tra persona e persona. Vediamo come si svolge dunque un percorso di terapia di coppia o di consulenza individuale con persone omosessuali, lesbiche o bisessuali. In realtà per alcuni aspetti è perfettamente identico a qualunque percorso di coppia. Nel caso specifico tuttavia la persona in esame è una persona assai più fragile perche’ si trova a dovere affrontare spesso emarginazione e forte ostilità sociale e non da ultimo familiare. Quindi è prevalente la richiesta di aiuto, crescita personale e sostegno. Le patologie o disfunzioni sessuali vanno poi diagnosticate per quello che sono, con una giusta diagnosi che non terrà conto di aspetti pregiudizievoli e discriminatori. Lo stress, la isteria o la malattia mentale in genere può presentarsi in varie forme. Dall’ossessione a comportamenti disfunzionali, a depressione o mancanza di volontà. In genere la durata prevede 5, 6 incontri al termine dei quali si cerca di raggiungere un obiettivo ben preciso e concreto. Questo verrà poi monitorato in seguito.

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Lo Psicologo

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La psicologia, storia e attualità, la psicoterapia.

 

La psicologia è una disciplina scientifica che studia stati mentali, processi e comportamenti nell’uomo. La disciplina della psicologia è ampiamente divisibile in due parti: una grande professione di praticanti e una scienza più piccola ma in crescita, della mente, del cervello e del comportamento sociale. I due hanno obiettivi, formazione e pratiche distintivi, ma alcuni psicologi integrano i due. Nella cultura occidentale, i contribuenti allo sviluppo della psicologia provenivano da molte aree, a cominciare da filosofi come Platone e Aristotele. Leggi tutto “Lo Psicologo”

LETTURE CONSIGLIATE

letture consigliate

Come mangiano i leoni”, G. Rando, ed. Armando, 2014.

Recensione a cura della dott.ssa Fernanda Cafarelli, psicologa psicoterapeuta;  dall’esperienza della UOC di scienza dell’alimentazione, “San Giovanni” di Roma.

Recensione a cura della dott.ssa Cafarelli

Attraverso l’evocazione della metafora del leone che mangia il suo pasto dopo averlo catturato, con gusto e tranquillità; si vuole aiutare i lettore a riflettere prima di intraprendere una dieta. Leggi tutto “LETTURE CONSIGLIATE”

L’OBESITA’ E IL TRATTAMENTO IN PSICOTERAPIA

obesità

L’obesità e il sovrappeso sono definiti dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) come le condizioni di eccesso di grasso corporeo che possono nuocere alla salute.

Secondo il manuale dei disturbi psichiatrici più accreditato, versione V DSM l’obesità invece non rientra nel novero delle malattie psichiatriche. Altresì viene contemplata la categoria del feeding and eating disorders.

I criteri diagnostici che troviamo sono forniti per pica, disturbo della ruminazione, disturbo da assunzione di cibo evitante / restrittivo, anoressia nervosa, bulimia nervosa e disturbo da alimentazione incontrollata.

L’ obesità è in disturbo che colpisce 600 milioni di adulti e 41 milioni di bambini in tutto il mondo, stante ai dati forniti dal Ministero della Salute.

Tale dato è in linea crescente dal 2014 al 2019. Tutti gli studi sull’obesità riportano comunque una possibile copresenza nell’ individuo di ulteriori patologie sia organiche cioè di spettro endocrinologico, psicofisiologico, ereditario, ecc… sia psicologiche.

Tutte le teorie che spiegano scientificamente questa condizione sono concordi nel ritenere che lo stile di vita disfunzionale, lo stress, il cattivo rapporto con il cibo, varie problematiche psicologiche, il disagio emozionale, e il discontrollo degli impulsi favoriscono la cronicizzazione dell’aumento di peso. Quando l’obesità raggiunge determinati livelli di gravità, si ricorre alla chirurgia secondo un approccio integrato dove è indispensabile un sostegno psicoterapeutico individuale e di gruppo, successivo ad una accurata anamnesi e altrettanto accurata diagnosi in quanto ogni individuo riflette un percorso di vita diverso dall’ altro.

Tale intervento comporta un cambiamento elevato e repentino dell’immagine corporea, del modo in cui ci percepiscono gli altri, il modo in cui ci percepiamo e una serie di notevoli cambiamenti fisici che non possono essere gestiti autonomamente senza il supporto di uno specialista, comunque con un alto rischio di recidive.

obesità

 

 

Da Umberto Galimberti,  sull’obesità , Feltrinelli editore: “la caramella ..pratica arcaica a cui ci aveva abituato la nostra mamma che ci offriva il seno o il biberon non solo quando avevamo fame, ma anche quando ci sentivamo male, o volevamo giocare, o avevamo bisogno di scambi e di contatti. Le caramelle sono una panacea universale per soddisfare tutti i bisogni, fame, tensione, depressione, collera…”

Il trattamento psicoterapeutico individuale è sostanzialmente di due tipologie e scuole di pensiero. Può essere uno strumento preliminare ad una eventuale trattamento medico, come pure un supporto successivo al trattamento.

La scuola di pensiero più indicata per la cura e il trattamento dei disturbi del comportamento alimentare, principalmente anoressia nervosa, bulimia nervosa, being eating disorders, le abbuffate compulsive e quant’altro è il modello cognitivo comportamentale.

La TCC elettivamente adotta un sistema di focalizzazione e attenzione consapevole sugli atteggiamenti e comportamenti patologici del mangiare.

La critica che principalmente viene mossa al metodo cognitivo comportamentale è che esso non si farebbe carico degli aspetti emozionali profondi dell’Io e dei conflitti intrapsichici. In realtà non è propriamente esatto in quanto attraverso tecniche specifiche come l’auto monitoraggio, la rieducazione ad una alimentazione sana, l’educazione regolare a dei ritmi nel assunzione del pasto, la correzione dell’ossessività del controllo del peso e così via, è possibile aiutare il paziente a gestire le emozioni negative che influenzano l’assunzione del cibo.

L’ altra scuola di pensiero sul trattamento dell’obesità la ritroviamo nella psicoterapia psicodinamica individuale.

In questo seconda linea di pensiero di studi viene focalizzata l’attenzione sulle componenti emotive profonde che spingono l’individuo a investire sul cibo una soddisfazione orale e una grande valenza di autogratificazione per diversi impulsi psicologici dall’ ossessione all’ avidità incontrollata. Tale terapia individuale mina alle cause che spingono una persona ad abusare della propria salute al fine di riportare l’individuo stesso ad un nuovo equilibrio fra le pressioni dell’ambiente esterno e le sue vere aspirazioni.

La psicoterapia familiare non da ultima considera il sintomo del sovrappeso e dell’obesità come un sintomo utile a mantenere nella famiglia di origine ed allargata una omeostasi. Una visione tale per cui l’atro “esterno” viene considerato come una minaccia, un pericolo.

In questa costellazione familiare l’autonomia dei figli e una loro reale dipartita dal nucleo è temuta; sono famiglie tipicamente in cui tutte le transizioni educative ed affettive passano attraverso l’organizzazione dei pasti dalla prima mattina sino alla sera.

In conclusione la cura definitiva del sovrappeso elevato e dell’obesità richiede non solo la spinta motivazionale e l’adesione del paziente al percorso di cure, ma l’intervento di una equipe specialistica di medici, nutrizionista, psicologo.

Laddove è possibile si cerca di creare un clima di aiuto e sostegno anche in famiglia.

PSICOFARMACI, ASPETTI AFFETTIVI E SIMBOLICI NELLA PRESCRIZIONE

psicofarmaci

PSICOFARMACI

psicofarmacologia

“Il cuore delle cose si conosce attraverso un giudizio emozionale oltre che razionale ”

Il farmaco è un input nell’organismo che come ogni altro input può comportare ogni tipo di effetto. Se la psicofarmacologia studia l’effetto degli psicofarmaci sul comportamento, vi è una disciplina che studia il gioco delle componenti affettive e simboliche, oltre che medico-biologiche nella prescrizione degli psicofarmaci? E questo come incide ai fini dell’esito positivo di una cura?

Jung fu il primo all’internoo dell’ottica psicoanalitica ad esprimersi con la sua “funzione trascendente” nella direzione di valorizzare, preventivamente ad un trattamento, l’energia negativa alla base di un disturbo per eliminare nella persona il ridotto adattamento, attraverso la prescrizione del “disegnare” il sintomo. Svalutare, cioè l’energia negativa con soli argomenti razionali non aiuterebbe dunque a far progredire rispetto a un disturbo.

Attualmente la cura un paziente, per quanto carente probabilmente di una attenzione proceduralmente standardizzata, che guardi ai singoli aspetti aderenti ad ogni singolo individuo, è oramai sempre più incentrata

su un modello di intervento teorico e pratico, caratterizzato da una vera integrazione degli aspetti biologici, medici e in parte psicosociali.

È interessante il seguente schema proposto da Ernest Rossi, e riportato dalla dottssa Correalein un recente convegno, che vuole visualizzare quanto siano concatenate e condizionanti tutte le componenti suddette, al fine di determinare un comportamento. Tal autore approfondisce i suoi studi occupandosi della guarigione psicobiologica, dell’effetto placebo e della psicoterapia.

DIAGRAMMA

Immaginazione
Emozioni Consapevolezza
Percezioni Identità
Comportamento

Secondo invece un’ottica sistemica, o meglio appartenente alla terapia relazionale, si può riscontrare che vi è un largo uso della tecnica delle prescrizioni paradossali, prescrizioni del sintomo, compiti e connotazione positiva degli eventi.

Pensiamo ancora alla teoria del doppio legame. Greenberg (1973), in un suo articolo diceva del: “potere del pensiero negativo”. In diverse sue pubblicazioni fa notare che la prescrizione paradossale stimola la produzione nella persona di un maggior numero di elementi irrazionali che promuovono la guarigione.

Insomma quantificazione e prescrizione si configurerebbero come dei metodi che stimolano la ristrutturazione terapeutica, attingendo all’inconscio.

 

BIBLIOGRAFIA

“La psicologia della guarigione psicofisica”, Astrolabio, 1996

“Analisi dei sogni”, (1929)

“Tecnica dell’antiaspettativa in psicoterapia” (1973)

Dibattito Congresso Bergamo 2007 “Aspetti affettivi e simbolici nel trattamento psicofarmacologico