La Coppia: La Noia

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Uno dei pregiudizi più diffusi in merito al pianeta coppia è che dopo un certo lasso di tempo subentra la “famosa” noia. Questi contenuti riguardano ovviamente sia le coppie etero, che gay, in alcuni casi come nella più moderna letteratura, anche le coppie di amanti nel senso di clandestine per vari motivi. In realtà basta ragionare per capire che, se non si tratta di una relazione di sola facciata, certo come tante, ma vera, continuerà all’insegna di sentimenti d’amore e rispetto crescenti. Tra uomo e donna sussistono comunque due modi molto diversi di vedere e sperimentare le medesime situazioni. La donna si spende molto in genere per i figli e per la casa trascurandosi e non venendo apprezzata fino in fondo, l’uomo lavora principalmente fuori casa illudendosi magari quando le cose non vanno bene, tipo una stasi tra i due partners stessi, cercando piccole fughe come se possano aiutare a ripristinare l’omeostasi. Qualcuno pensa addirittura e progetta di fare un figlio per migliorare le cose. Queste affermazioni sono sicuramente pregiudizievoli, qui si vuole però solo fare un quadro antropologico, se vogliamo, della situazione culturale e sociale italiana attuale. In realtà se poi si va da uno specialista è certo che ogni coppia è diversa dalle altre e ha fatto il suo percorso!

Un altro ingrediente da mettere sulla creazione di una noia nella coppia sia essa etero o omosessuale è la grande facilità di stimoli che ci circonda ma soprattutto la grande quantità di stress che alcune tipologie di stili di vita fanno inevitabilmente venire. Qualora non si parla di coppia ma di famiglia invece le cose cambiano.

Occorre dunque un cambio di mentalità a 360 gradi per costruire in maniera positiva tra due persone che si trovano in una stasi affettiva o sessuale. L’amore autentico dopo un primo “periodo di collaudo” non è cambiare l’altro o dominarlo, ma lasciarlo libero di esprimersi rispettando però regole precise, affidabili, implicite o esplicite che siano, ma immutabili. Insomma certezze, come si riscontra in un linguaggio più comune.  Solo se la coppia ha gettato delle basi comuni di intenti e rispetto si potrà ricostruire. Ossia la coppia deve essere riuscita a crescere e creare una retroazione positiva di auto mutuo aiuto. La coppia va in crisi solo quando i problemi si sottovalutano e non si sanno affrontare su un piano di dialogo. La soglia del rispetto e dell’onestà mentale non andrebbe mai superata. Se si sbaglia bisognerebbe ripagare e non ripetere lo stesso errore all’infinito. Non serve farsi venire sensi di colpa o attribuire all’altro le responsabilità. Esse in una relazione riguardano entrambi.

Se da soli tutto questo non si riesce a mantenere e creare su un piano relazionale e si scappa dalle responsabilità, anche economiche, ci si può avvalere di un consulente di coppia. Innanzitutto diventa un arbitro neutrale, aiuta a comunicare e a creare uno spazio per comunicare. Propone degli obiettivi alla coppia e monitorizza l’andamento senza ad esempio scivolare in un eterno conflitto, sottoponendo a liti estenuanti i figli.

Le passioni tristi di rabbia, malumore, insoddisfazione fanno male anche ai componenti della coppia stessa. Inoltre un terapeuta qualificato può aiutare ad individuare eventuali psicopatologie in uno dei due membri o addirittura nei rapporti con le famiglie di origine che spesso sono la causa di attrito. Quindi tra due persone che si amano veramente e non solo nella facciata, la noia è un campanello d’allarme positivo, di cui essere consapevoli. Sta a rappresentare il fatto che bisogna chiarirsi su alcune cose, il rischio altrimenti è una probabile separazione o uno stile di vita infelice.

Per una consulenza compilare il modulo di contatti. O contattarmi presso lo studio di Via Merulana, 165 Roma zona Manzoni, Esquilino.

LE DUE VERITA’

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I benefici di effettuare una terapia di coppia tra due individui con caratteri incompatibili o differenti, che si trovano ad affrontare un momento di crisi sono comprovati?

Pare che da alcuni studi effettuati presso la H.P. American University emerge che molti, durante il percorso, prendono consapevolezza che ci sono due “verità”, cioè due modi di vedere i fatti all’interno della coppia.

 Si apprende dunque che non esiste un unico punto di vista ma che sarebbe meglio “mediare” tra due storie di vita differenti.

S’impara finalmente che vanno rispettati due caratteri diversi e così via.

 Questo renderà il menage quotidiano più sereno o più elastico o più coerente rispetto all’esistenza di un Noi.

 In conclusione imparare e praticare l’ascolto reciproco aiuta a non rimanere in conflitto.

CONTENUTI DELLA TERAPIA DI COPPIA

La psicoterapia di coppia è nata circa cinquanta anni fa.

Si vuole intendere che si rivolgono ad un singolo terapeuta una coppia di individui e non il singolo soggetto. Ci sono varie scuole teoriche dietro i diversi trattamenti e percorsi di varia durata ma non sicuramente illimitata nel tempo. Quasi tutti però prevedono incontri quindicinali di circa un’ora e mezzo intercalati da incontri individuali. In genere c’è un momento di preparazione soprattutto all’equidistanza col terapeuta. Cioè lo psicologo non si allea con l’uno piuttosto che con l’altro.

MOTIVI DELLA TERAPIA DI COPPIA

Spesso le coppie rimangono insieme perché temono di non poter sopravvivere separatamente. L’altro aspetto è la difficoltà o nello stare insieme o nel separarsi senza litigi, incomprensioni, problemi eventuali che si possono riflettere sulla coppia stessa o sui figli.

OBIETTIVI DELLA TERAPIA DI COPPIA

Nel corso del processo di separazione si mascherano e dominano queste paure portando la coppia a sviluppare reciprocamente rabbia e aggressività. Ciò porta la separazione a essere incompleta o difficile, talvolta impossibile. Spesso le coppie per esempio rimangono insieme perché temono di non poter sopravvivere separatamente. Tali paure dunque spingono a comportamenti simili a ricatti morali, sfide, non idonei in generale.  La terapia di coppia può essere un valido ausilio a trovare il coraggio di prendere decisioni sia nello stare insieme meglio che nel separarsi ma limitando la conflittualità che si viene a creare il più delle volte. Può aiutare assolutamente poi a stare meglio insieme di fronte ad una stasi affettiva nella coppia stessa e nella sua vita sessuale.

Terapia di coppia lesbiche e omosessuali, LGBT

Terapia di coppia lesbiche e omosessuali 

lesbiche e omosessuali 

Premesso che sino agli inizi del’900 è stato prevalente il paradigma di identificazione dell’omosessualità con una patologia psichiatrica: sulla base di tale modello, le persone omosessuali venivano considerate degli “invertiti”. Per lungo tempo, l’atteggiamento socio-culturale eterosessista e la conseguente discriminazione nei confronti delle persone omosessuali hanno contribuito a radicalizzare le convinzioni di medici e psichiatri. In seguito ai mutati scenari socio-culturali, ricerche realizzate negli Stati Uniti intorno agli anni ’80 circa. (tra le prime troviamo: Kinsey et al., 1948; Kinsey et al., 1953; Hooker, 1957), hanno contributo ad apportare un’iniziale modifica a tali convinzioni: l’omosessualità ha cominciato ad essere interpretata come una realtà molto più complessa di quanto prima si fosse immaginato.

Nel 1987 il DSM abolisce la diagnosi di patologia psichiatrica. Tuttavia negli anni ’70 ci sono state tante manifestazioni sociali di violenze verbali, fisiche e morali nei confronti del diverso.

Uno specialista ovviamente rispetto ad un professionista di base, che ha una semplice infarinatura iniziale sull’argomento e sugli atteggiamenti sociali in genere, sulla differente identificazione sessuale; è sempre consigliabile. Non si deve infatti generalizzare nel trattamento dei problemi di coppia relazionali e sessuali, in quanto ogni individuo ha la sua storia di vita, ha creato la sua personalità con le sue strategie di coping. Dunque uno psicoterapeuta della coppia e in particolare della coppia gay potrà integrare le delicate differenze nella coppia tra persona e persona. Vediamo come si svolge dunque un percorso di terapia di coppia o di consulenza individuale con persone omosessuali, lesbiche o bisessuali. In realtà per alcuni aspetti è perfettamente identico a qualunque percorso di coppia. Nel caso specifico tuttavia la persona in esame è una persona assai più fragile perche’ si trova a dovere affrontare spesso emarginazione e forte ostilità sociale e non da ultimo familiare. Quindi è prevalente la richiesta di aiuto, crescita personale e sostegno. Le patologie o disfunzioni sessuali vanno poi diagnosticate per quello che sono, con una giusta diagnosi che non terrà conto di aspetti pregiudizievoli e discriminatori. Lo stress, la isteria o la malattia mentale in genere può presentarsi in varie forme. Dall’ossessione a comportamenti disfunzionali, a depressione o mancanza di volontà. In genere la durata prevede 5, 6 incontri al termine dei quali si cerca di raggiungere un obiettivo ben preciso e concreto. Questo verrà poi monitorato in seguito.

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