L’ANSIA NORMALE E L’ANSIA DA PRESTAZIONE

ansia da prestazione

Si legge molto di argomenti inerenti all’ansia, agli attacchi di panico, agli attacchi d’ansia, squilibri emotivi, depressione.

Molti medici, psichiatri e psicologi si occupano maggiormente dell’ansia nel comportamento umano e della cura degli aspetti psicopatologici che ne consegue. La moltitudine delle persone tuttavia pensa che se è vero che ognuno di noi è differente dagli altri è anche vero che gli aspetti del malfunzionamento psicologico sono abbastanza universali e riconoscibili. Un’ansietà forte per esempio si presenta con uno stato d’animo, un vissuto percepito dalla persona come di continuo allarme, abbattimento o apatia, senso di pericolo.

Come si può distinguere tra un’ansia normale che viene in seguito ad eventi stressanti, dolorosi o difficili da un’ansia patologica che non trova motivo esterno di essere, ma che si manifesta in maniera illogica e imprevedibile per la persona stessa? Come scrive Perna, vi è un antico proverbio che recita: in medio stat virtus, che dovrebbe essere considerato se affrontiamo il tema dell’ansia e della sua gestione.

Se la situazione che ha scatenato l’evento ansiogeno è tale da infondere tensione psicologica e se la persona la riesce in un certo tempo a superare allora è probabilmente un’ansietà normale. L’ansia infatti è una reazione emotiva, psicologica; ha in tal caso il vantaggio anche di spingerci in comportamenti di difesa sani e validi finalizzati alla risoluzione di un problema.

Si potrebbe fare un esempio, l’ansia prima di un esame è giusta se ci spinge a studiare e ad affrontare la situazione. Un’ansia eccessiva ci paralizza, come ansia da prestazione e anche se siamo preparati a superare quella prova ci blocchiamo e falliamo. Quest’ultima tipologia di ansietà è patologica.

Quando rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta?

Se gli episodi di ansia patologica e soprattutto di una delle sue forme più angoscianti e diffuse nella popolazione, fobie e panico, si presentano per molte volte o molto intense è meglio rivolgersi subito ad un esperto. Lo consiglierei soprattutto in quelle situazioni in cui dopo aver già provato a fronteggiare da soli le difficoltà in un certo senso non si riesce a fare luce interiore. Vincere l’ansia è importante perché

ognuno di noi spesso è chiamato a prendere decisioni, a superare prove importanti e semplicemente bisogna vivere con libertà e sicurezza anche il quotidiano.. Un’ansia forte ci paralizza e ci impedisce via via di affrontare anche i minimi cambiamenti come guidare o prendere un autobus.

Un esperto psicoterapeuta aiuta a fotografare con esattezza la situazione che si è creata, cioè ad effettuare una diagnosi il più possibile precisa e a formulare il giusto trattamento, il più breve possibile.. Un buon intervento comporta poi la “distruzione” di idee sbagliate o il disapprendimento di stili di comportamento non adeguati al fine di sostituirli con comportamenti più utili per quella persona.

Per esempio in genere una persona con ansia di tratto effettua comportamenti anticipatori del pericolo che non sempre permettono di vivere nel momento stesso una situazione. Le paure fanno incorrere in una forma di ragionamento incentrato sul mettere sempre le mani avanti per non cadere. Si arriva alle volte sino al pericolo di costruirsi delle vere e proprie certezze negative, insomma crederci, balzare a conclusioni. La sicurezza in se stessi però non va confusa con l’imprudenza. Una buona autostima ci permette altresì di decidere autenticamente, di dormire bene e di non attuare comportamenti insani.

E’ importante sapere che gran parte della popolazione soffre d’ansia e nelle farmacie i farmaci piu venduti sono anche gli psicofarmaci.

E’ utile assumere psicofarmaci?

In genere in caso di ansia e attacchi di panico si somministra un tipo di molecola di benzodianzepine, comunque farmaci cosiddetti tranquillanti e antidepressivi. Talvolta il medico suggerisce un approccio integrato di psicofarmaci e trattamento psicoterapeutico.

Lo psicologo invece utilizza lo strumento del colloquio, della riflessione e del sostegno psicologico per favorire il miglioramento della salute della persona, la sua serenità, il suo equilibrio psicofisico.

Una visione miracolosa della medicina e dell’uso dei farmaci non porta a granché . E’ meglio agire sulla promozione e prevenzione della salute ed intervenire sui sintomi non appena compaiono.

In entrambi i casi correggere uno stile di vita non sano, fatto di abitudini scorrette è sempre indicato.

IL TRAINING AUTOGENO E L’IPNOSI

ipnosi

Il training autogeno e l’ipnosi sono ritenute in generale una branca della psicoterapia incentrata sugli aspetti corporei. In realtà dell’ipnosi sono note le applicazioni televisive o quelle in sede di interventi chirurgici ma essa è una vera e propria metodologia incentrata su esercizi che vanno ripetuti e acquisiti. L’ obbiettivo è il raggiungimento di uno stato di rilassamento del corpo e della mente. Per l’ipnosi e’ richiesta la presenza costante di uno psicoterapeuta, la tecnica del training autogeno invece, una volta acquisita, si può successivamente ad una sua padronanza, sviluppare da soli in qualsiasi momento, in qualsiasi luogo. L’efficacia è comprovata, queste terapie sono strategie psicoterapeutiche vere e proprie e richiedono sempre alcuni incontri iniziali.

Presso lo studio della dott.ssa Fernanda Cafarelli. psicologa e psicoterapeuta, sito in zona Appia (Furio Camillo), raggiungibile con la metro A e diverse linee di autobus si effettuano da circa 20 anni incontri individuali e di coppia, lezioni di training autogeno. Il primo incontro è in genere gratuito e serve a conoscersi e a concordare il numero di incontri necessari ad un buon trattamento.

Le domande più frequenti che le persone fanno sono inerenti la gestione dello stress, il superamento di attacchi d’ansia e di panico, i disturbi di natura sessuale, idee angoscianti e ossessive. Tale tecnica di rilassamento viene utilizzata anche in altri ambiti più noti quali lo sport, il parto, gli attacchi di panico e di ansia; di sovente e in tutte quelle situazioni che richiedono il raggiungimento di un livello di concentrazione mentale. Per esempio prima di un esame universitario. In alcune classi delle elementari viene inserito nella programmazione degli esercizi psicomotori in diverse regioni d’Italia.

Come si sviluppa

Occorre dapprima l’apprendimento di una serie di esercizi inferiori e poi superiori, in genere due serie da sei, che poi potranno essere svolti, una volta appresi, in qualunque luogo, in qualunque momento dalla persona che vuole affrontare un disagio. Il tutto si svolge in un clima sereno e tranquillo. Al fine di avere un risultato la persona deve ripetere gli esercizi in maniera costante; si deve allenare, deve essere seguito inizialmente però da un terapeuta esperto che lo metta a proprio agio. Con gli esercizi inferiori ci si addestra a focalizzare l’attenzione su vari distretti corporei e a distoglierla da pensieri nocivi, inducendo il rilassamento psicofisico.

Negli esercizi superiori, avendo già imparato quelli inferiori, si impara a focalizzare l’attenzione su fantasie guidate, motivazionali e ad immedesimarsi nelle situazione che prima comportavano tensione per provare a gestirle.

Il training autogeno nasce negli anni 30 dal medico psichiatra Shultzs, famoso psichiatra tedesco e i suoi studi presero spunto dagli studi precedenti sull’ipnosi. Una volta

appresi gli esercizi e una volta utilizzati autonomamente devono essere costantemente ripetuti dalla persona se si vuole avere un supporto, un sostegno alle situazioni difficili, soprattutto se intende gestire situazioni di stress. Attraverso il rilassamento, cioè uno stato simile al sonno, si iniziano poi ad imparare le tecniche delle fantasie guidate e motivazionali. Quello che si ottiene per esempio è il contrasto alla dipendenza dal fumo o la correzione di stili di vita sbagliati. Di recente infatti sempre più persone si avvalgono dell’ausilio di queste tecniche psicoterapeutiche. Anche l’agopuntura, il trattamento dei disturbi sessuali di Master e Johnson, alcune tecniche dello Yoga, e le psicoterapie brevi incentrate sul corpo aiutano e sostengono le problematiche in età evolutiva, supportano la gestione dei discontrolli emotivi, favoriscono il contrasto a stili di vita incentrati su dipendenze da sostanze o da gioco

patologico (vedi Gabard Manuale di Psichiatria).

Naturalmente bisogna rivolgersi ad uno psicoterapeuta che sia qualificato e accreditato per svolgere lezioni di Training autogeno e sedute di Psicoterapia.

In maniera diciamo autogena si viene “autosuggestionati” a non fare più quel tipo di gesto.

In conclusione la teoria che sottende tale pratica è un allontanamento temporaneo da pensieri nocivi o angosciati concentrandosi sul corpo quindi autogeno.

Il fine è la prevenzione primaria e la promozione del benessere quindi la positivizzazione del pensiero. Cosi la persona capace di fare ciò per alcuni minuti può disimparare per intervalli crescenti il pensiero “negativo” e polarizzarlo su quello positivo